La Grande Guerra 1914-1918

 

 

 

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2010: SCEMPIO PUBBLICITARIO SULL'ORTIGARA

La foto qui sopra mostra dei pannelli posti sulla cima del monte Ortigara: vi sono stati posizionati a fine estate scorsa dalla Comunità Montana di Asiago e servono per spiegare agli escursionisti i fatti d'arme accaduti su quelle zone durante la guerra 1915-18. Per quanto possano sembrare utili, i cartelloni risultano abbastanza invasivi di una zona considerata a tutti gli effetti Sacra. (sono immensi) In molti gridano allo scandalo, affermando che sarebbe stato molto meglio porli in una zona defilata - messi così infatti, cambiano la connotazione della vetta, sembrando immensi cartelloni pubblicitari o addirittura bersagli per l'addestramento dell'artiglieria!

Grazie al proficuo e concreto interessamento di molte associazioni storico-culturali (elenco completo e relativi ringraziamenti riportati in calce a questa pagina), la Comunità Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, nella persona del Dottor Vittorio Corà, si è impegnata ufficialmente a "valutare attentamente la questione e trovare, d’intesa con l’ONORCADUTI e l’ANA, una eventuale diversa e più consona soluzione."

Ecco di seguito la missiva completa inviata dallo stesso Dottor Vittorio Corà a tutte le associazioni storico-culturali che hanno lamentato la discutibilità dell'iniziativa:

Ecomuseo delle alpi vicentine Asiago, li 26 Gennaio 2010


Con riferimento alla vostra nota del 21 gennaio scorso, in qualità di coordinatore del Progetto di tutela e valorizzazione del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale sulle Prealpi Vicentine con la presente ritengo necessario ribadire come la cartellonistica prevista nei diversi ambiti di intervento sia pensata per accompagnare i visitatori illustrando, nei luoghi di maggior rilevanza, gli avvenimenti di cui furono teatro ed il significato delle opere recuperate. D'altro canto nel caso dell'Ortigara (ma analogo discorso si può fare per il Cengio, il Cimone o il Novegno, per citare gli ambiti ove già si è provveduto alla messa in opera dei pannelli) era apparsa subito evidente l'impossibilità di rappresentare un territorio così vasto e ricco di storia con uno o due pannelli collocati al piazzale del Lozze. Ciò aveva quindi guidato sia la scelta dei luoghi di posa che la definizione della tipologia delle strutture. Scelte che, devo dire, hanno riscontrato in questi mesi l’apprezzamento di numerosi appassionati e studiosi, ma anche di Enti ed Istituzioni: dai pannelli di inquadramento posizionati al piazzale del Lozze a quelli informativi della Caldiera, del Pozzo della Scala del Lozze…


Per quanto riguarda nello specifico i pannelli dell’Ortigara che illustrano la controffensiva austriaca del 25 giugno, il sito era stato inizialmente scelto in quanto, por assicurando una vista ottimale sulla Grande Dolina ed il terreno retrostante, rimaneva al di sotto della piattaforma sommitale dell’Ortigara, lungo il sentiero di salita, ma in posizione ben defilata rispetto alla Colonna posta sulla Cima.


Si tratta di pannelli fotografici delle dimensioni di 100xS3 cm posizionati su supporti in acciaio la cui altezza non supera mediamente i 100 - 110 cm fuori terra. A tale riguardo non posso non rilevare come la foto pubblicata enfatizza  volutamente le dimensioni e la reale percezione che di essi si coglie salendo a piedi dal passo di Val Caldiera.


Come si è comunque già avuto modo di comunicare alla Direzione del Sacrario del Leiten ed al Comune di Asiago, che per primo nell'autunno scorso ci aveva segnalato il caso, con la ripresa dei lavori nella prossima primavera avremo modo di valutare attentamente la questione e trovare, d’intesa con l’ONORCADUTI e l’ANA, una eventuale diversa e più consona soluzione. Nessuna velleità, dunque, di “arredare” l’Ortigara ma l'Impegno di trasmettere il ricordo di quei drammatici avvenimenti preservandone la “sacralità” come, credo, i lavori minimali di messa in sicurezza dei percorsi di salita e di pulizia della trincea austriaca stanno a dimostrare. Resto convinto che il rispetto per questi luoghi può diffondersi e consolidarsi solo attraverso la conoscenza della loro storia: obiettivo che rimane l'impegno principale del Progetto.


Distinti Saluti
Arch. Vittorio Corà
Comunità Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni

Il Gazzettino di Vicenza - Pannelli rimossi dall'Ortigara in prima pagina

Monte Ortigara "Oscurato"

Ortigara, polemica sui pannelli storici e alpini divisi sul progetto

L'Altopiano su i pannelli dell'Ortigara

www.lagrandeguerra.net e il Centro Studi Informatico La Grande Guerra
desiderano esprimere i più sinceri ringraziamenti alle seguenti associazioni
che hanno fattivamente contribuito al suddetto brillante risultato:

Associazione Storica Cimeetrincee,  
Castello, Via Garibaldi 1514 - Venezia

Centro Studi Informatico la Grande Guerra,
Milano

Associazione Culturale"F.Zenobi"
loc. Caresana-Mačkovlje, 12  34018  S. Dorligo della Valle-Dolina  - Trieste

Ass.ne culturale di ricerche storiche "Pico Cavalieri",
Tiro a Segno Nazionale, Corso Ercole I° d' Este n° 1. Ferrara

Comitato Storico Trentino della SAT
Via Manci, 57 - 38100 Trento

Gruppo ricerche e studi Grande Guerra c/o Società Alpina delle Giulie
Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano
via di Donota 2 - 34121 Trieste

Dolomitenfreunde-Amici delle Dolomiti (per l'Italia)
via XXV Aprile 39, I-34074 Monfalcone (GO)

Associazione Storico Culturale "il Piave 1915-1918"
Via Gondulmera n° 1, 30027 - San Donà di Piave (VE)

 

 

Ortigara: “Via quello scempio!”

È una critica pressoché unanime quella che accompagna la posa dei pannelli illustrativi sulla cresta dell’Ortigara, montagna sacra agli Alpini. Forum tematici sul web, un generale delle Penne Nere e numerose associazioni storiche condannano l’iniziativa della locale Comunità Montana. I grandi cartelloni illustrano i fatti d’arme avvenuti sul territorio posto a nord dell’Altopiano dei Sette Comuni e tracciano i sentieri fruibili da migliaia di escursionisti che ogni estate percorrono quei luoghi carichi di memoria.
Gli itinerari rappresentati su uno dei quattro cartelloniVero è che da ragguardevole distanza, anche ad occhio nudo, si notano quattro ombre, leggermente sollevate dalla cresta sommitale della nuda roccia. La novità è subito spiegata dagli uffici della Comunità Montana Spettabile Reggenza: “Si tratta di quattro pannelli –spiega il presidente dell’Ente Giancarlo Bortoli-  posizionati verso la fine dell’estate scorsa per illustrare gli eventi del primo conflitto mondiale su quei luoghi. La cartellonistica, che personalmente non ho ancora visionato, rientra nel programma di valorizzazione di un territorio su cui la Grande Guerra ha lasciato numerose testimonianze, dalle trincee ai ricoveri, dai resti di baracche ai cippi commemorativi dei reparti italiani e austro-ungarici. Molti di questi manufatti sono oggetto da anni di un attento restauro. Il fine primario delle grandi tabelle è accompagnare chi percorre questi campi di battaglia con spiegazioni esaustive e documentate”.
Tuttavia l’azione non è stata accolta positivamente da tutti. Contrarietà vengono espresse con dozzine di mail al sito www.lagrandeguerra.net, e sul forum di Cimeetrincee (www.cimeetrincee.it) da numerosi internauti. I siti registrano mensilmente migliaia di contatti da tutta Italia e dall’estero, e sviluppano discussioni poste tanto da storici e autori di pubblicazioni tematiche, quanto da una schiera di escursionisti che studia i combattimenti del '15-'18. In molti esprimono il proprio disappunto per l’iniziativa che “si presenta negativa anche dal punto di vista dell'impatto ambientale”. In merito esprime contrarietà anche il generale degli Alpini Tullio Vidulich: nato a Trieste nel 1932. L’alto ufficiale ha prestato servizio nei battaglioni alpini Tolmezzo e Morbegno e ha comandato il Quartier Generale del 4° Corpo d'Armata Alpino, è stato direttore del Museo Storico delle truppe alpine di Trento ed è socio del Centro di Studi Storico Militare "Generale Gino Bernardini" di Bologna.

“Ho visto lo scémpio. E’ una iniziativa strampalata, insensata, priva di sensibilità. I cartelli posizionati sulla cima sono orribili e deturpano la bellezza di quel luogo sacro a tutti gli italiani. Credo che la miglior soluzione sia di spostarli in zona defilata in corrispondenza dell’imbocco dei sentieri che portano a quelle cime oppure collocarli nei pressi della chiesetta del Lozze. Io sono dell’avviso che quei pannelli non servono, poiché presso le numerose Associazioni Pro Loco dell’Altopiano esistono già guide turistiche e cartine dedicate a quei luoghi. Io ho, per esempio, un interessante libretto tascabile stampato ad Asiago, frutto del lavoro di ricerca di numerosi studiosi e conoscitori della storia del territorio che descrive con molta chiarezza le vicende della Prima Guerra Mondiale sui Sette Comuni. E’ opportuno informare con immediatezza l’Associazione Nazionale Alpini di Milano, la Direzione dell’Alpino, nonché la Sezione ANA provinciale”.

Generale Tullio Vidulich

Di diverso avviso sono le considerazioni del presidente dell’Associazione Alpini di Asiago, Massimo Bonomo: “Non ho ancora avuto modo di vedere personalmente i cartelloni anche se so di cosa si tratta. È una iniziativa senz’altro pregevole della Comunità Montana, che approvo comunque in linea di massima. In molti si incamminano sulle nostre montagne con poca conoscenza del sacrificio che tanti soldati qui hanno speso. Ben vengano perciò questi progetti se il loro fine è di concorrere alla loro memoria”.

Stessa valutazione giunge da Igor Rodeghiero, sindaco di Enego sul cui Comune ricade la zona dell’Ortigara: “La Comunità Montana ha deciso con il Comune il posizionamento dei pannelli. Una idea molto valida per il turismo storico, che valorizza l’offerta di tutto l’Altopiano”.

G. Dalle Fusine
 (Il Giornale Altopiano)

 

La lettera al Direttore dell'illustre Storico Mario Saccà

Gentile Direttore, devo esprimere grande soddisfazione per l’ avvenuta modifica delle decisioni riguardanti i pannelli posti sull’ Ortigara in virtu’ della opera di sensibilizzazione e di apertura alla partecipazione al dibattito da parte di singoli ed associazioni. Io vivo lontano, in Calabria, ma mi occupo del recupero della memoria della Grande Guerra per evitare che si disperda assieme al senso ed al significato che ebbe la partecipazione di giovani di tutto il Paese a quel conflitto che concluse, come ha sottolineato di recente anche il Presidente Napolitano e prima il Presidente Ciampi, le battaglie risorgimentali per l’ unità d’ Italia. Attraverso la stampa veneta, friulana o nazionale apprendo di tante iniziative che si progettano e/o si realizzano sul quasi centenario fronte degli scontri con l’ esercito austro-ungarico.

Oggi si guarda a quei luoghi ed ai ricordi che sollecitano con spirito diverso e comunitario ma senza chiedere la rinuncia di ciascun paese e di ogni suo cittadino alla propria identità storica e culturale che si mostra anche nei riferimenti ambientali. Questo , per me e per molti altri, significa che le zone interessate dagli eventi del 1915-18 appartengono a tutti noi italiani e che quello che si fa per modificare, recuperare o realizzare ex novo ci riguarda dalle Alpi a Capo Passero.

Non credo che le iniziative possano essere lasciate unicamente agli enti territoriali senza una supervisione Centrale che dovrebbe, penso, essere regolata da una normativa garante del principio che le zone Sacre appartengono al Paese intero. Non sono in grado di esprimere valutazioni nel merito ne’ conosco le eventuali norme locali. Mi auguro, se non è cosi’, che si realizzi un organismo nazionale che stabilisca le condizioni per dare vita ai vari interventi nel rispetto del territorio e della storia comune.

Credo che ci sia un tendenza che non produce effetti interamente apprezzabili: quella del turismo di “guerra”, del cercare reperti in maniera indiscriminata c he rispondono solo ad alcune esigenze economiche che devono essere ben inquadrate in norme garanti della comunità nella quale tutti viviamo. Chi viene lassu’ porta in se’ ben altri sentimenti e credo che quello che ha fatto il Suo giornale Li abbia difesi ottimamente.

Cordiali saluti Mario Saccà

 

 

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