BOLLETTINO DELLA GRANDE GUERRA
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“RECUPERANTI”, È ATTIVA LA LEGGE REGIONALE
Pubblicata il 26 giugno sul Bollettino Ufficiale della Regione la regolamentazione per ottenere il patentino di “recuperante”. Ora la ricerca di materiale bellico è concessa in tutto il Veneto Con deliberazione n. 952 del 05 giugno 2012 la Giunta Regionale ha stabilito i termini e le particolari modalità per il rilascio dell'autorizzazione alla raccolta sul territorio del Veneto di reperti mobili e cimeli della prima guerra mondiale, secondo quanto previsto nella legge regionale 12 agosto 2011, n.17 ("Disciplina dell'attività di raccolta dei cimeli e reperti mobili della grande guerra").
Clicca per aprire il testo ufficiale: "CRITERI E MODALITÀ PER IL RILASCIO DELL’AUTORIZZAZIONE REGIONALE ALL’ATTIVITÀ DI RACCOLTA DEI CIMELI E REPERTI MOBILI DELLA GRANDE GUERRA."
Con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale può dirsi concluso un lungo percorso, avviato dalla legge 7.3.2001 n. 78, che prescriveva l'onere per le amministrazioni regionali di dare disciplina, con proprie norme e regolamenti, all'attività della raccolta di quanto il primo conflitto mondiale ha lasciato sulla linea dell’ex fronte. “La legge - spiega il Vicepresidente On. Marino Zorzato - si rivolge a quanti, con profondo rispetto della memoria e dei luoghi che ospitano le vestigia belliche, intendono studiare e preservare i ricordi, attraverso frammenti di quel doloroso passato. Immediato segno di questa volontà di diffusione della conoscenza, attraverso una forma congeniale ai giovani e in grado di fornire una veicolazione utile dai più anziani ed esperti conoscitori ed anche l'aggregazione nelle associazioni. È la possibilità di agire sul territorio a quanti vogliano, con consapevolezza, accostarsi a questi valori. Il rilascio dell'autorizzazione regionale richiede a chi ne fa domanda questo spirito: colui che viene autorizzato deve essere consapevole di esercitare un'attività che necessita di molta attenzione, cura, conoscenza e rispetto. Le formalità di richiesta e rilascio sono state volutamente ridotte al minimo, considerando che le numerose associazioni di cultori di questa "passione" saranno le prime custodi della legge e, più ancora delle sanzioni, sarà il coinvolgimento nel medesimo interesse la miglior garanzia che territorio, persone e memoria abbiano il rispetto che meritano”.
GDF
Alcuni punti contenuti sulla regolamentazione:
- Chiunque effettui attività di raccolta di reperti mobili o cimeli senza essere in possesso della autorizzazione, ovvero senza averne dato la comunicazione ai sensi dell’articolo 2 comma 5 della legge, è punito con la sanzione amministrativa da euro 500,00 a euro 5.000,00.
- Chiunque, a seguito del rinvenimento di resti umani o di incerta attribuzione, non sospenda ogni attività di recupero e non dia immediata segnalazione al Comune, è punito con la sanzione amministrativa da euro 500,00 a euro 5.000,00. Inoltre viene applicata la revoca definitiva della autorizzazione o il diniego del suo rilascio.
- Chiunque, pur in possesso di autorizzazione, effettui attività di raccolta di reperti mobili o cimeli nelle aree archeologiche e/o nei cimiteri di guerra, è punito con la sanzione amministrativa da euro 500,00 a euro 5.000,00.
- Il recupero di reperti e cimeli deve sempre avvenire con la massima prudenza ed in sicurezza, evitando qualsiasi azione possa danneggiare la propria o l’altrui persona. L’autorizzazione non esime in alcun modo dalle responsabilità derivanti dal possesso/detenzione di ordigni e cartucce carichi o armi. Il possesso di autorizzazione non fornisce alcun titolo di esenzione da responsabilità conseguente ad eventuali interventi di restauro, recupero strutturale o ripristino funzionale, od anche pulizia che ripristini i movimenti dell’arma. L’autorizzazione regionale non abilita al recupero di oggetti la cui raccolta sia vietata dalla normativa statale.
- È dovere di chiunque eserciti l’attività di recupero avere la massima cura e rispetto dei luoghi, evitando alterazioni del territorio, abbandono di oggetti, danni ai pascoli e, in ogni caso, qualsiasi comportamento o incauta azione che possa risultare rischiosa per sé e/o per l’incolumità pubblica. |
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Domenica 24 Marzo a Forte Maso (Comune di Valli del Pasubio – Vicenza) si terrà il 3° corso per “Raccoglitori di reperti mobili e cimeli della prima guerra mondiale” nella Regione Veneto
L’Associazione FORTEMASO comunica il programma del e orari del corso (Telefono 0445/590473 Fax 0445/576266 e-mail: forte.maso@gmail.com)
Inizio alle ore 9,00 esatte, pertanto gli iscritti sono pregati di arrivare al forte almeno 1 ora prima dell’inizio, cioè alle ore 8,00.
Il costo di € 80,00 comprende:
1- l’iscrizione all’associazione FORTEMASO per l’anno 2013 2- n.2 marche da bollo 3- il costo del corso, spese postali, etc.
Si invitano pertanto i signori corsisti a presentare la domanda di iscrizione all’Associazione entro la data del 24 febbraio prossimo pena l’esclusione dalle liste dei partecipanti al corso stesso.
Le modalità di iscrizione sono le seguenti: 1- direttamente a Forte Maso il sabato pomeriggio o la domenica, in questo caso è sufficiente portare due fotocopie della carta d’identità (fronte e retro sulla stessa facciata del foglio); 2- inviando richiesta scritta (anche via e-mail) di consegna dei moduli per l’ iscrizione, in questo caso la riconsegna dei moduli compilati deve essere sempre fatta a Forte Maso nei giorni di cui sopra direttamente dalla persona interessata e con le stesse modalità (2 fotocopie della carta d’identità fronte e retro sulla stessa facciata del foglio), i minori devono essere accompagnati da un genitore.
Importante! Nel sito internet www.fortemaso.it sotto la voce Associazione verrà inserito il modulo di conferma della richiesta di partecipazione, tutti i richiedenti sono pregati di compilarlo e trasmetterlo. Solo in quel momento saranno iscritti e avranno la priorità sulle varie richieste di adesione messe in lista d’attesa. Per chiarimenti contattare il numero 337477700.
INFORMATIVA SINTETICA SULLA NORMATIVA
Indicazioni sul corretto esercizio dell’attività di raccolta di cimeli e reperti: non si possono raccogliere ordigni bellici, di qualsiasi fattezza, che risultino chiusi, non ispezionabili e quindi presumibilmente o solo potenzialmente carichi d’esplosivo. non si possono raccogliere cartucce cariche per armi leggere né si possono raccogliere armi, salvo che queste non si trovino in uno stato di degrado tale da essere considerati meri "simulacri" completamente inadatti all’offesa. è possibile raccogliere invece “simulacri” di ordigni/armi, quali possono essere gusci di granate, di bombe a mano e così via, se sono completamente vuoti, privi di esplosivo, inneschi e, soprattutto, risultino facilmente ispezionabili. altresì si possono raccogliere bossoli di cartucce per armi portatili, anche in presenza della capsula di innesco purché siano, anche questi, privi di polvere ed ispezionabili. moschetti, pistole, ed armi in genere, possono essere raccolti solamente se si trovano in uno stato tale da essere considerate veri simulacri, cioè oggetti che la ruggine o la corrosione del tempo deve aver degradato in ogni parte in modo tale da rendere impossibile il funzionamento dell’arma originale, privandoli quindi di ogni connotato offensivo.
In linea generale, il recupero di reperti e cimeli deve sempre avvenire con la massima prudenza, e quindi sempre in condizioni di sicurezza. In particolare anche gli oggetti di incerta o innocua apparenza (ad esempio tubi metallici chiusi o cilindretti di ottone, ma anche scatole o casse, altri oggetti che possono in realtà essere bombe “auto costruite” con materiali di scarto come lattine e scatolette) richiedono molta precauzione prima di essere toccati o spostati: seppur arrugginiti e danneggiati, essi possono contenere materiale esplosivo o chimico che può aver mantenuto intatte le sue proprietà. La presenza di ruggine e corrosione all’esterno non è significativa delle condizioni interne dell’oggetto, il cui contenuto può anzi essere diventato instabile.
L’eventuale individuazione di materiale inesploso, di armi, munizioni, di contenitori di sostanze chimiche andrà subito denunciato ai carabinieri od altra autorità di P.S. e il luogo opportunamente segnalato per evitare eventuali incidenti. Occorre inoltre ricordare che il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137”, disciplina la materia dei beni culturali e in particolare si ricordano le seguenti disposizioni: articolo 2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.
articolo 10. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.
articolo 11 … sono beni culturali, ….i) le vestigia individuate dalla vigente normativa in materia di tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale, di cui all’articolo 50, comma 2.
articolo 20. I beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione.
ALLEGATO B alla Dgr n. 952 del 05 giugno 2012 articolo 50 È vietato, senza l’autorizzazione del soprintendente, disporre ed eseguire il distacco di stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli nonché la rimozione di cippi e monumenti, costituenti vestigia della Prima guerra mondiale ai sensi della normativa in materia.
articolo 91. Le cose indicate nell’articolo 10, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini, appartengono allo Stato e, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte del demanio o del patrimonio indisponibile, ai sensi degli articoli 822 e 826 del codice civile.
articolo 131. La tutela e la valorizzazione del paesaggio salvaguardano i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili. articolo 175 Violazioni in materia di ricerche archeologiche 1.
È punito con l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da euro 310 a euro 3.099: a) chiunque esegue ricerche archeologiche o, in genere, opere per il ritrovamento di cose indicate all’articolo 10 senza concessione, ovvero non osserva le prescrizioni date dall’amministrazione; b) chiunque, essendovi tenuto, non denuncia nel termine prescritto dall’articolo 90, comma 1, le cose indicate nell’articolo 10 rinvenute fortuitamente o non provvede alla loro conservazione temporanea.
articolo 176. Impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato Chiunque si impossessa di beni culturali indicati nell’articolo 10 appartenenti allo Stato ai sensi dell’articolo 91 è punito con la reclusione e con una multa. […]
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Guerra 1915 – 1918 Altopiano di Asiago
In Val Magnaboschi ritrovata la lapide del fante Prunelli
Durante i lavori di manutenzione al cimitero di guerra riaffiora la lapide del sottotenente Gaetano Prunelli. Il ritrovamento svela che il militare caduto sul Kaberlaba oggi riposa al Sacrario di Asiago Oltre 600 mila caduti italiani fu il risultato della grande guerra, uomini e volti ormai sbiaditi nella memoria collettiva e spesso scordati dagli stessi pronipoti discendenti in linea diretta. Soldati rimembrati solo grazie all’impegno delle associazioni combattentistiche; raramente i singoli eroi, nella propria individualità, riemergono dall’oblio donde son stati relegati da un secolo a questa parte. È il caso di Gaetano Prunelli, ufficiale di fanteria. Il suo nome torna a parlarci dell’immane conflitto grazie al fortuito ritrovamento della lapide che ne accompagnava la primaria sepoltura presso Val Magnaboschi, sull’Altopiano di Asiago.
Il caso vuole che durante i lavori di ordinaria manutenzione del cimitero dedicato al maggiore Umberto Orso, i soci della Sezione Fanti 7 Comuni Francesco Spiller e Bruno Rossi rinvengono un manufatto in pietra su cui è ancora leggibile: “Gaetano…. Sott… di Ancona… 28 Regg… Fant… Morto…”.
| La Brigata “Pavia” sull’Altopiano di Asiago
Nel gennaio del 1918 i reggimenti 27° e 28° della Brigata “Pavia” operavano sull’Altopiano di Asiago. Già nella fine del ’17 i fanti del reparto di Prunelli stazionarono nel sottosettore Campiello, impegnandosi nella difesa delle linee tra Magnaboschi e Bivio Boscòn, e tra Canove di sopra, Camporovere e S. Sisto. Dal 14 febbraio del ’18 la Brigata passa in seconda linea presso Granezza, donde partire ed operare fino al termine della guerra per Passo Nota e M. Carone, nell’alto Garda bresciano.
Dall’Albo d’Oro dei Caduti in guerra si evince che Prunelli Gaetano di Felice, sottotenente del 28° Rgt Fanteria, nato l’8 aprile del 1885 a Teramo, morì il “18 gennaio del 1918 sul Kaberlaba Alto per ferite riportate in combattimento”. |
Sulla lapide è presente un bassorilievo a rappresentare la pergamena ed un motivo floreale. Fin qui nulla di strano, era consuetudine tra commilitoni ricordare un proprio camerata caduto con una stele all’interno dei cimiteri posti in prossimità del fronte. Durante il Ventennio fascista ogni camposanto italiano venne svuotato, i resti mortali di fanti e alpini traslati all’interno di nuove strutture monumentali, più consone all’esaltazione dell’eroismo devoluto alla patria. L’accentramento delle salme, per le modalità in cui venne attuato, in certi casi si rivelò deleterio, tant’è che molte salme inizialmente identificabili da lapidi e targhette poste sulle primarie inumazioni, finirono negli ossari in fosse comuni, tra gli ignoti. Ecco la sorte toccata al sottotenente Prunelli, di cui oggi, secondo la testimonianza dell’ufficiale responsabile del distaccamento asiaghese, non v’è traccia documentata presso il Sacrario del Leiten, ma dove dagli anni Trenta riposa il suo corpo, o la parte di esso che fu raccolta presso Magnaboschi. Come appurato qualche anno fa, durante i lavori di sistemazione del cimitero in territorio di Cesuna, delle 1739 salme italiane e 596 austriache non furono traslati integralmente gli scheletri ad Asiago, infatti indagini anatomo-patologiche hanno confermato la presenza di ossa umane all’interno del perimetro. Dai diari reggimentali che spiegano i movimenti dei reparti e dall’Albo d’Oro ove son riportate utili dati sui caduti scopriamo le seguenti informazioni. L’unico Gaetano sottotenente del 28° Rgt. Fanteria Brigata “Pavia” corrisponde con l’ufficiale Prunelli Gaetano di Felice, distretto di Teramo, classe 1885, caduto sul Monte Kaberlaba il 18 gennaio 1918. Non è mai stato considerato disperso, ma risulta “caduto per ferite riportate in combattimento”. Nonostante una recente rogatoria, nessuna delucidazione è giunta da “Onorcaduti”, organo alle dipendenze del Ministero della Difesa, a cui evidentemente non risulta nota l’ubicazione del suo cadavere.
Spoglie che invece oggi senza ombra di dubbio, grazie alla lapide ritrovata, sappiamo essere rimaste per anni in terra consacrata ai piedi del Monte Zovetto, dove la stele ritroverà adeguata collocazione, grazie al lavoro della Sezione Fanti altopianese. Qualora un suo famigliare volesse oggi far visita a quanto resta del 27enne fante, potrà farlo recandosi ad Asiago, dove egli riposa tra altri 20 mila ignoti nelle grandi tombe comuni delle gallerie centrali, in pace, con i suoi commilitoni.
Giovanni Dalle Fusine |
XIX PELLEGRINAGGIO DEI FANTI IN VAL MAGNABOSCHI
17 giugno 2012
Come ogni terza domenica di giugno anche quest'anno il giorno 17, si terrà in località Val Magnaboschi di Cesuna il 19° Pellegrinaggio Internazionale del Fante. La sera prima, sabato 16 giugno alle ore 21.00 presso il teatro "Palladio" di Cesuna, verrà inaugurata una mostra inerente al 1° conflitto mondiale e saranno letti alcuni brani degli Autori più noti fra la storiografia della Grande Guerra. Inoltre il dott. Caselli Lapeschi terrà una breve conferenza presentando il secondo Quaderno inerente al fronte sud della guerra in Atopiano. All'evento, organizzato dal Comune di Roana, dalla Federazione Provinciale del Fante di Vicenza, dalla sezione Fanti "Altopiano 7 Comuni" e dal Comitato per il recupero storico di Cesuna saranno presenti i Sindaci dell' Altopiano e di altre Città d'Italia con il Gonfalone comunale, 5 Nazioni quali la Gran Bretagna con il Comandante della 143^ Brigata Brigadiere Generale Mrs. Mark Banham ed alcuni Ufficiali. La Brigata Britannica nel 1918 sbarrò assieme alle Brigate dì fanteria "Liguria" e "Forlì" la strada all'esercito Imperiale Austriaco già in vista della pianura veneta. L' Austria sarà rappresentata da alcune compagnie di Shutzen appartenenti alla Croce Nera Austriaca, organizzazione che è paragonata ad "Onor Caduti" in Italia. La Repubblica d'Ungheria, oltre alla delegazione che ogni anno partecipa alla cerimonia sarà rappresentata da Sua Eccellenza il Console Generale proveniente da Milano Istvàn Manno. La Repubblica di Slovenia con una delegazione, come saranno presenti gli Stati Uniti d'America con i veterani. Molte le sezioni di Fanti provenienti da tutto il nord Italia hanno già comunicato la loro presenza.
G.D.F. |
Congresso Internazionale
"Luoghi e architetture della Grande Guerra in Europa".
I sistemi difensivi dalle teorizzazioni di Karl Von Klausevitz alla realtà della Grande Guerra 16-17 Novembre 2011

Il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, organizza un convegno dedicato ai sistemi difensivi della Grande Guerra in Europa: in due giorni, interventi di numerosi studiosi Europei su linee e opere difensive, dispositivi e impianti, progetti di catalogazione e recupero. Oltre una ventina di interventi per delineare le architetture difensive e la loro interazione con il territorio, entrando nel dettaglio di alcune specifiche linee di difesa e di alcune singole opere di particolare rilievo. Tra le aree trattate, lo Sbarramento Brenta-Cismon, la linea difensiva delle dighe Olandesi, la difesa del Golfo di Finlandia, la linea del Tagliamento, l'Altopiano di Asiago, la Linea d'Arresto Giudicarie in Alto Garda, la Linea Cadorna (OAFN).
Alcuni interventi descriveranno invece singole opere, tra cui i Masi di Claemp, Castellazzo, il Forte Corbin, le gallerie di Brienno... Dettagli tecnici su dispositivi e impianti che corredavano i sistemi difensivi (ad esempio gli impianti di teleferiche a fune ele tecniche dei reticolati). Infine, alcuni interventi sui progetti di valorizzazione e recupero. Il Congresso è strutturato in vista delle celebrazioni europee del Centenario della Prima Guerra Mondiale (2014-15) e sarà articolato su tre sessioni annuali dedicate alla catalogazione-censimento delle opere (2011), al loro recupero e messa in sicurezza (2012) ed infine al riuso e valorizzazione storica, turistica e culturale (2013). Il congresso ha ricevuto il patrocinio di Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano e di ERSAF Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste.
Il congresso sarà tenuto presso il Campus Bovisa del Politecnico di Milano, Aula Castiglioni, Via Durando 10 - Milano: la partecipazione è libera e gratuita previo accreditamento via email.
Scarica la locandina
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L'ASSESSORE FINOZZI ALLA PRIMA FESTA UFFICIALE
DEL "PARCO DELLA MEMORIA PICCOLE DOLOMITI, GRANDI ALTIPIANI"
Veneto-Trentino, 2 novembre 2011
Prima festa ufficiale per il ‘Parco della Memoria. Piccole Dolomiti, Grandi Altipiani”, promossa dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Regione Veneto e da oltre trenta enti e amministrazioni locali trentini e vicentini.
Alla manifestazione, svoltasi alla Casa della Regola di Pedemonte (Vicenza), non ha voluto mancare l’assessore al turismo del Veneto Marino Finozzi. “E’ un’iniziativa – ha ricordato Finozzi – che rende onore a una comune, diffusa volontà di conservare la memoria storica e la pregnanza culturale e ambientale di questi luoghi, teatro della prima guerra mondiale, della quale tra qualche anno ricorrerà il Centenario. Il Parco rappresenterà indubbiamente anche un’importante sede di promozione del turismo e dell’economia del territorio, in ragione delle sue unicità storiche e culturali unite alle sue grandi bellezze naturalistiche. Siamo sulla strada giusta per valorizzare patrimoni storico-culturali e ambientali e mantenerli vivi e fecondi per il presente e per il futuro di queste realtà”.
Oltre alla Regione Veneto e alla Provincia Autonoma di Trento hanno aderito al progetto del Parco della memoria trentino-vicentino la Comunità Montana Alto Astico e Posina, la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni e la Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri, oltre a ventinove Comuni da Schio e Rovereto e numerosi Comuni montani: un ambito che copre l’area pre-alpina e alpina che va dalle Piccole Dolomiti ai Grandi Altipiani, dalla Valle dell’Adige fino alla Valsugana.
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